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Amianto come riconoscerlo

Amianto: come riconoscerlo e cosa fare | ESIA

Hai notato una vecchia copertura grigia sul tetto di un capannone, una tubazione datata o un pannello insolito in un locale tecnico? È normale chiedersi: amianto, come riconoscerlo? Alcuni elementi possono far nascere un sospetto, ma è importante chiarire subito un punto: non è possibile confermare la presenza di amianto semplicemente osservando un materiale.

Colore, forma, età e stato di conservazione offrono solo indicazioni preliminari.
Per avere una risposta attendibile servono il controllo della documentazione, un sopralluogo tecnico e, quando necessario, un campionamento eseguito in sicurezza con successiva analisi di laboratorio.

La Legge 27 marzo 1992, n.
257 ha vietato la produzione e la commercializzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, ma molti manufatti installati in precedenza possono essere ancora presenti negli edifici.

Amianto: come riconoscerlo a prima vista?

Non esiste una caratteristica visiva universale che permetta di riconoscere l’amianto con certezza.
Due manufatti apparentemente simili possono avere composizioni differenti: uno può contenere amianto, mentre l’altro può essere realizzato in fibrocemento moderno.

Per una prima valutazione si possono considerare:

  • anno di costruzione o ristrutturazione dell’edificio;
  • data e funzione originaria del manufatto;
  • presenza di etichette, marchi o documenti tecnici;
  • forma e collocazione del materiale;
  • interventi effettuati nel tempo;
  • stato di conservazione.

Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, costituisce una prova.
Anche l’assenza di documentazione non dimostra automaticamente che il materiale contenga amianto.

Dove può trovarsi l’amianto negli edifici?

In passato l’amianto è stato utilizzato in numerosi prodotti industriali ed edilizi.
Tra gli impieghi più diffusi, INAIL indica manufatti in cemento-amianto, tubazioni, condotte, lastre, rivestimenti isolanti, pannelli, controsoffitti e pavimenti in vinil-amianto.

All’interno di un edificio può quindi essere presente in:

  • coperture e lastre ondulate;
  • tubazioni, condotte e canne fumarie;
  • cassoni e serbatoi;
  • pannelli e controsoffitti;
  • coibentazioni di caldaie e impianti;
  • rivestimenti spruzzati;
  • pavimenti vinilici, guarnizioni e materiali isolanti.

La presenza deve essere verificata caso per caso.
Per approfondire le diverse tipologie puoi consultare la guida ESIA sui materiali contenenti amianto.

Come riconoscere una copertura o un tetto in Eternit

Il termine Eternit viene comunemente associato alle vecchie lastre in cemento-amianto.
Una copertura datata, ondulata, rigida e grigia può generare un sospetto, soprattutto quando non esistono documenti che ne attestino la composizione.

Senza toccare il materiale, puoi osservare la presenza di crepe, bordi consumati, rotture, sfaldamenti, muschi, licheni o parti mancanti.
Questi segnali descrivono soprattutto l’età e il deterioramento della copertura: non dimostrano che si tratti di amianto.

Esistono infatti lastre moderne in fibrocemento prive di amianto e visivamente molto simili.
Per riconoscere il cemento amianto con certezza serve una verifica tecnica e, quando ritenuto necessario dal professionista, un’analisi del materiale.

Amianto compatto e amianto friabile: qual è la differenza?

Nei materiali compatti le fibre sono legate all’interno di una matrice solida, come può avvenire nelle lastre in cemento-amianto.
Nei materiali friabili, invece, la struttura può essere sbriciolata o ridotta in polvere più facilmente.

La distinzione è importante perché la capacità di rilasciare fibre dipende dalla natura del materiale, dal degrado, dall’accessibilità e dalla possibilità che venga disturbato.
Anche un manufatto originariamente compatto può deteriorarsi a causa di agenti atmosferici, infiltrazioni, vibrazioni, urti o lavori di manutenzione.

Quali segnali indicano che il materiale potrebbe essere deteriorato?

I principali segnali da sottoporre all’attenzione di un tecnico sono:

  • crepe, rotture e sfaldamenti;
  • parti mancanti o superficie consumata;
  • detriti nelle vicinanze;
  • danni causati da lavori;
  • infiltrazioni;
  • materiale polveroso o facilmente sgretolabile.

Questi elementi non confermano la presenza di amianto.
Indicano però che il manufatto è danneggiato o vulnerabile e che deve essere valutato senza essere manipolato.

Cosa non fare quando sospetti la presenza di amianto

In presenza di un materiale sospetto, evita qualsiasi prova fai da te.
Non devi romperlo, forarlo, tagliarlo, carteggiarlo, spazzolarlo o pulirlo con un’idropulitrice.
Non raccogliere frammenti e non prelevare autonomamente campioni.

Le azioni meccaniche possono danneggiare il manufatto e favorire la dispersione di fibre.
INAIL indica infatti come prima misura di prevenzione il non perturbare i materiali contenenti amianto.

Anche l’eventuale rimozione deve essere affidata a personale specializzato, seguendo le procedure previste per la situazione concreta.

Come si verifica realmente la presenza di amianto?

Il percorso corretto comprende generalmente:

  1. raccolta delle informazioni sull’edificio;
  2. sopralluogo tecnico;
  3. censimento dei materiali sospetti;
  4. valutazione dello stato di conservazione;
  5. eventuale campionamento in sicurezza;
  6. analisi di laboratorio;
  7. rapporto tecnico e definizione delle azioni successive.

Il Ministero della Salute richiama, per le attività analitiche sull’amianto, metodiche quali MOCF, SEM, FT-IR e DRX, applicate secondo il tipo di controllo da effettuare.
I laboratori che svolgono queste analisi devono possedere specifici requisiti di qualificazione.

L’analisi FT-IR può essere utilizzata per identificare il materiale.
Il monitoraggio delle fibre aerodisperse, invece, riguarda l’aria e serve a rilevare le fibre eventualmente presenti.
Sono due verifiche differenti: stabilire cosa contiene un manufatto non equivale a misurare la qualità dell’aria.

Per il contesto professionale puoi leggere anche l’approfondimento sull’amianto negli edifici aziendali.

Trovare amianto significa doverlo rimuovere immediatamente?

No.
La presenza di amianto non comporta automaticamente una rimozione immediata.
La decisione dipende dal tipo di materiale, dallo stato di conservazione, dalla possibilità che venga danneggiato, dalle attività svolte nell’area e dal rischio di dispersione delle fibre.

In base alla valutazione tecnica, le possibili strategie comprendono:

  • monitoraggio e manutenzione;
  • confinamento;
  • incapsulamento;
  • rimozione.

Il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 disciplina la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dei materiali contenenti amianto presenti negli edifici.
La soluzione deve quindi essere definita da professionisti sulla base della situazione concreta.

Come può aiutarti ESIA

ESIA supporta aziende, enti pubblici e privati nelle diverse fasi: sopralluogo, censimento, verifica dello stato dei materiali, campionamento, analisi dei materiali e controllo delle fibre aerodisperse.

Il supporto può comprendere anche la valutazione del rischio, la predisposizione dei piani di monitoraggio e manutenzione, la pianificazione degli interventi e le verifiche successive alla bonifica.
Il vantaggio è avere un unico interlocutore tecnico e risultati documentati.

Per conoscere le attività disponibili, consulta i servizi di analisi e gestione dell’amianto.

Amianto: come riconoscerlo senza correre rischi

Quando ti domandi “amianto: come riconoscerlo?”, ricorda che aspetto, forma ed età possono soltanto generare un sospetto.
Non bisogna rompere il materiale, raccogliere frammenti o effettuare prove domestiche.

La risposta affidabile arriva da una verifica professionale basata su documentazione, sopralluogo, eventuale campionamento e analisi di laboratorio.
Conoscere la reale composizione e lo stato del manufatto permette di scegliere l’intervento più adatto, senza allarmismi e senza esporsi a rischi inutili.

Hai individuato una copertura, una tubazione o un materiale sospetto?
Contatta ESIA per richiedere una verifica tecnica e capire come procedere in sicurezza

FAQ sull’amianto

Si può riconoscere l’amianto dal colore?

No.
Il colore non è sufficiente per identificare la composizione del materiale.
Una superficie grigia, bianca o scura non costituisce una prova.

Come capire se una lastra è in Eternit?

Età, forma ondulata e stato di conservazione possono generare un sospetto.
Per avere conferma servono una verifica tecnica e, quando necessario, un’analisi di laboratorio.

È possibile prelevare da soli un campione di amianto?

No.
Il prelievo potrebbe danneggiare il materiale e disperdere fibre.
Deve essere eseguito da personale competente con procedure adeguate.

Tutto il fibrocemento contiene amianto?

No.
Esiste anche fibrocemento moderno privo di amianto, spesso visivamente simile alle vecchie lastre in cemento-amianto.

L’amianto deve essere sempre rimosso?

Non necessariamente.
La scelta dipende dalle condizioni del materiale, dalla probabilità di danneggiamento e dalla valutazione del rischio.

Chi può verificare la presenza di amianto?

È necessario rivolgersi a tecnici competenti e a laboratori qualificati per il campionamento e l’analisi.